Emmanuel Negro

Mese

Maggio 2012

Apr 30, 201290 note
#Journalism

Aprile 2012

Apr 30, 201278 note
Apr 30, 201222 note
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Apr 30, 20124 note
A fronte di tutti i suicidi spinti dalla crisi, Monti dice che ''in Grecia i suicidi sono stati più di 1700". Ma ci rendiamo conto?

ze-violet:

no.

Apr 30, 201225 note
#circo tecnico #fullmonti #le grandi domande
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Apr 30, 201219 note
#grazie di esistere
“- Lui è alto e tu no, capita. Lui ha i capelli come seta e tu no, succede. Lui ha i boccoli e tu no, va be’. Lui è sul magro e tu sei sul ciotto, può accadere. Lui balla bene e tu no, proprio per un cazzo. Lui sa parlare e tu no. Lui è ganzo e tu no. Lui è ricco e tu no. E lui sta scopando la tua ragazza su un divanetto e tu no. Insomma, lui è lui, e tu no.
- Allora cosa devo fare?
- Allora tu vai fuori e gli bruci la macchina.”
—Paz (via approssimativamente)
Apr 30, 2012126 note
#Paz
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Apr 30, 201230 note
#Drones #United States #The Stream #Al-Jazeera #Politics #War #News #Video
Apr 30, 20123 note
#by:Md
Apr 30, 201213,355 note
Apr 30, 20124,084 note
Apr 30, 201246 note
Apr 30, 201243 note
Apr 30, 20126 note
Apr 30, 2012105 note
Apr 30, 201258 note
Apr 30, 2012138 note
Apr 30, 201220 note
#portal #companion cube #water #wheatley #god
Apr 30, 201290 note
Apr 30, 20121,038 note
Apr 30, 20126 note
#trap #Adm Ackbar #Star Wars #It's #A #lol #starbucks #coffee #frappuccino
Apr 30, 20122 note
SoloDaScavare: Scappo! sì, ma dove? pt.2 → solodascavare.tumblr.com

solodascavare:

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Le vostre risposte sono state tantissime idee, ma partiamo da vicino: 

Snìppete e cliccate il link, però questa parte la devo quotare:


Quindi mi sentirei di escludere la Svizzera per tutti quelli che considerano il lavoro una punizione divina accorpata, per ragioni di bilancio, al peccato originale con diciotto anni di delay. (Unoetrino, tu e il tuo Ukulele verreste cacciati a pedate dai leghisti locali).

Apr 30, 201234 note
“Mi domando come potrà mai crescere un bambino a cui il padre chiede: “ma cosa te ne fai di un libro?” —

nonmirompereicoglioni (via manonrompereicoglioni)

Facile, cresce Gasparri.

Apr 30, 20129 note
Gasparri über alles → facebook.com

nipresa:

Mottola (TA): nessuno avvisa Gasparri che il suo comizio è stato spostato di sede e lui si presenta con corteo di macchina in piazza durante un comizio di Sinistra e Libertà

E’ TUTTO BELLISSIMO

Apr 30, 201236 note
Apr 30, 20121,203 note
Apr 30, 201254 note
“

“E no, signora mia, io questa volta voto Grillo!”
“Guardi, fa bene. Veramente! Io però voto Berlinguer.”
“Come Berlinguer? Non è nemmeno candidato!”

Sì, Berlinguer per fortuna è morto, ma a guardar bene, nemmeno Grillo è candidato ma non è importante. Ormai la politica si risolve in nulla o in nostalgia.

”
—R-ESISTENZA: Tanto grillo che pare berlusconi (via gianlucavisconti). (via gravitazero)
Apr 30, 201242 note
Apr 30, 20123,202 note
Apr 30, 201211 note
Apr 30, 20124,034 note
SuperDiA: LIBERATE MARCO.  → superdia.tumblr.com

superdia:

Il ragazzo sulla destra è mio fratello Marco.

Marco è partito il 29 marzo scorso per la Palestina.

Non sto a scrivere per l’ennesima volta come sono raccontati i fatti ufficialmente, lo potete leggere qui:

…

Apr 30, 201253 note
“Il primo maggio si terrà il solito concertone a San Giovanni, quello fatto dai sindacati per reclamare più lavoro, uguaglianza, meno ingiustizie, difendere l’art. 18, la flessibilità e stronzate varie. In realtà l’art. 18 non esiste più nella testa delle persone. Non si tratta di difendere una legge dalla sua abrogazione. Quella c’è già stata, dato che lo status quo non contempla più l’art.18. La società ha emarginato e cambiato nelle sue abitudini il lavoratore, prima ancora di eliminare l’art. 18. La selezione naturale c’è già stata.” —Diecimila.me - Take Away (via spaam)
Apr 30, 201223 note
Apr 30, 201226 note
Apr 30, 201224 note
Apr 30, 2012130 note
Apr 30, 2012161 note
Congratulations, internet. America now has special operations forces searching for Kony, a man no one has seen since 2006.

giantfuckbots:

communismkills:

You really did it, internet.

Now go pat yourselves on the back.

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Apr 30, 201277 note
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Apr 30, 201213 note
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Apr 30, 20128 note
“Socialism, Communism, or whatever one chooses to call it, by converting private property into public wealth, and substituting co-operation for competition, will restore society to its proper condition of a thoroughly healthy organism, and insure the material well-being of each member of the community. It will, in fact, give Life its proper basis and its proper environment.” —Oscar Wilde, The Soul Of Man Under Socialism (1891)
Apr 30, 201277 note
Apr 30, 20121,211 note
Apr 30, 2012447 note
Apr 30, 20128 note
#by:tango_ #rand #xkcd

autolesionistra:

Tizio di lotta comunista mi agevola volantino con faccione di Lenin, titolone su lotta di classe e generico invito a incontro “internazionalista” (sic) per il primo maggio

- Vieni?
- No, il primo sono fuori Bologna - (true story, ma anche se fossi stato a Bo in effetti il convegno di lotta comunista anche no)
- Magari piove.
- Ma le riempite così le sale voialtri?
se ne va ridacchiando

Apr 30, 20126 note
Apr 30, 20124 note

braindead:

<idra> http://boingboing.net/2012/04/29/east-london-residents-warned-o.html [missili] [olimipiadi] [sikurezza] [pazzia]

“Salve, siamo il Ministero della Difesa e vi metteremo dei missili terra-aria sul tetto di casa, in nome dello spirito olimpico”.

Non ho abbastanza mani per esprimere quanto facepalm sento.

Apr 29, 20121 nota
Apr 29, 2012125 note
#esatto #terry eagleton #why Marx was right #comunismo
banalità operaie. (il baratto, diocanaglia)

stupidaputtana:

rispondo a questo, qui:

mi permetto di dissentire.
premetto: attualmente vivo a Barcellona.
postmetto: fino a due mesi fa ero tentata (sigh) di tornare in italia. Ho vissuto qui per un anno, da marzo 2007 ad aprile 2008: tutto ficherrimo, uscivo tutte le sere, scopavo un sacco, pagavo poco d’affitto (140 neuri per una singola senza luce naturale, con finestra sulla tromba dell’ascensore), prendevo un buono stipendio per poche ore di lavoro (lunedì-sabato dalle 20.00 a mezzanotte, e quando non c’era lavoro il maitre mi mandava via alle dieci, 800 euro puliti più 300 di mance al mese, non chiedetemi come), una energia culturale ancora buona, mobilitata e apparentemente in crescita, se non fosse stato poi per la droga che correva a fiumi. Ma si notava l’inizio del cambio.
Nel 2008 sono tornata in italia per fare la tesi (che puntualmente non ho fatto), già allora in ritardo di 3 anni (ho sempre lavorato come una puttana, guadagnando come una cameriera -che strano, ma a volte anche meno- non mi rompete il cazzo).
Li, non sono resistita due anni e a gennaio 2010, in mezzo a mille peripezie catastrofiche, sono tornata qui, a Barcellona. Adesso è la mia città. In questo momento, dico. Mi hanno licenziata il 9 di questo mese, per attività sindacale (ci hanno tagliati in 4 su 5, in un’azienda di 70-100 lavoratori, in crescita esponenziale e dove nessuno aveva finora alzato la testa. ma torneremo, tutti, per cristo in gloria crocifisso.). Sono disoccupata (e) quindi, senza un soldo.

Ovviamente: il primo marzo di quest’anno ero appena entrata nel mio primo primissimo appartamento da sola (ho 32 anni cazzo), e ovviamente l’esperienza che mistica e rigenerante doveva essere non è durata due mesi: domani mi trasferisco a casa di uno dei compagni licenziati. Grazie alla solidarietà. Grazie alle parole. Quelle che mi sono state dette, quando ventilavo l’ipotesi di tornare in Italia.
Sostanzialmente, si metteva in discussione l’idea (azzardata) di dover tornare “a casa” di fronte al fatto (reale) di stare vivendo effettivamente qui, “casa” qui e ora, in un momento in cui in modo del tutto casuale, mi ritrovo a vivere una fase della mia vita che sembra l’ingresso in un ambito concreto e adulto.
C’è un processo sociale in atto, emigrati o desiderosi di esserlo, desiderosi di rientrare o no. Ognuno ha le sue motivazioni, e in ogni momento si può cambiare idea, perchè molto rapidamente cambiano le condizioni e spesso manca la terra sotto i piedi, ma è certo che il percorso del viaggio è, ripeto: azzardato.
Perchè sappiamo tutti benissimo da cosa scappiamo: dalla fame, dalla tristezza, dalla mancanza di solidarietà, dalle continue aggressioni a cui quotidianamente veniamo sottoposti su TUTTI i fronti (televisione? pubblicità! giornalismo pessimo e conseguente cattiva informazione, libri di merda -Federico Moccia, cristosanto, il Boccaccio si sta rivoltando nella tomba-, anoressia e bombe all’ordine del giorno, anche se ormai sembra banale, non lo è: davvero), alle facce incazzate che sappiamo che incontreremo sul nostro cammino ogni giorno, che ci fa schifo solo il pensiero di aprire la porta e mettere il naso fuori di casa. Siamo in fuga dalla frustrazione delle “famiglie” ossessivo-compulsive o passivo/attivo-aggressive (o qualsiasi altra roba, io ho queste quattro/cinque), che altro non sono che legami di sangue (realmente: siamo sinceri!) a cui nulla dobbiamo se non un reciproco e solidario amore e rispetto e, alla fine, distacco.
Siamo alla ricerca di una cueva dove poter scaldare i nostri animi e aprire gli occhi e sapere che qualcosa si può e si deve fare, anche se adesso crediamo di avere le mani così legate da non poter fare, nulla. Non è facile, esistono mille esempi di come la paura blocca le ossa, e ognuno ha i suoi mille e quindi sono molti di più.
C’è lo sfruttamento sul lavoro: qui (provato, mobbing a manetta ovunque) che ci impedisce di stabilire delle normali relazioni di civile convivenza coi compagni di lavoro (almeno nella ristorazione normalmente è così; o forse è uno di quei lavori che si prestano particolarmente, dati i livelli di stress a cui si arriva, e credo che in molti sappiano cosa vuol dire), dove in momenti di punta si può arrivare -visto anche questo- alle mani, a fumare eroina nel bagno (colleghi completamente spanati, un film dell’orrore) e quindi rubare le mance dal tavolo, urlarsi addosso come manco nei peggiori film di hitchcock, gente che sviene in mezzo alle cucine per eccesso di lavoro, gente licenziata perchè si è rotta un braccio e “io non posso pagarti il periodo di mutua, ti riassumo quando sei guarito”, gente licenziata dopo un incidente sul lavoro (io), pressioni da parte del capo “senti, voglio che tizio se ne vada, che mi ha stufato, vedi di stargli addosso” in pieno stile mafiosetto italiano. Roba da strabuzzare gli occhi. E sembra che non ci sia speranza (consiglio: portatevi sempre appresso un registratore, acceso, un giorno quelle inutili ore di conversazione registrate potrebbero rivelarsi una manna dal cielo) perchè ci sentiamo separati, perchè siamo separati perchè ci tengono separati.

Bene, ciò detto: a Barcellona ci sono tornata nel gennaio 2010. Nel frattempo Patri (read and inform, please) si è buttata dalla finestra e adesso non c’è più che fa un anno ieri, Rodri è ancora in prigione, loro continuano a proporre, qualcuno resiste, c’è gente che perde occhi perchè altri sparano proiettili di gomma, ci sono proteste, la gente che fruga nei cassonetti della monnezza è aumentata esponenzialmente, quelli che dormono per strada o negli sgabbiotti dei bancomat non si contano, i prezzi degli affitti fanno letteralmente cacare, gli stipendi sono una merda e le condizioni di lavoro sono mediamente pessime e precarie, anche se tendono in generale a farti un contratto (ma compiuti i nove mesi ovviamente te ne vai fuori dal cazzo). MA. Casa è qui e ora, quindi non vale la pena spostarsi con tutte le valigie. Potrebbe essere sufficiente alzare il culo a casa propria e cercare di organizzarsi. Organizzarsi vuol dire: cambiare atteggiamento.
Basta, suonare il clacson al pirla che non ha messo la freccia, tanto non è che se suoni il clacson smette di essere pirla. Però basta anche parcheggiare in seconda fila. Basta tenersi in tasca il resto in eccesso dato sbagliato dalla cassiera: a fine giornata quei soldi ce li rimette lei, sono suoi, anche se è “solo” una cassiera. Basta incazzarsi in coda alla posta, basta sclerare quando ti tocca aspettare 8 ore in pronto soccorso per una cazzo di lastra, magari si, anche con la schiena che esplode. Basta anche con il tollerare le morti di stato, le stragi, l’abbassamento del livello culturale, l’aumento delle tasse, il peggioramento delle condizioni di lavoro, l’azzeramento dei diritti cittadini, il terrore dello stato di polizia, il panico all’inquinamento, il senso di colpa per i bambini africani che muoiono di fame (si, è una merda, ma finchè si rimane seduti a mangiare McCazziVari e che fighi i simpsons, quelli continueranno a morire di fame, ed è proprio così), basta con la mancanza di “compañerismo”, siamo tutti dei sottomessi del cazzo e lo sappiamo benissimo: e poi ci sfoghiamo col vicino o con il collega, a prescindere da chi ha l’erba più verde, tanto sei in fabbrica l’erba li non c’è. Basta pensare che siamo soli, basta avere il grugno quotidiano, basta non avere fede nella giustizia: la giustizia siamo noi, le leggi le detta il popolo, per il bene del popolo.
Ma ci vuole un popolo, perchè ci sia un suo bene. Mio padre mi taccia di comunismo, io non son d’accordo. Si chiama solidarietà, si chiama coscienza individuale prima che collettiva, si chiama senso civico e volontà. E’ uno sforzo assolutamente personale. Basta con il sessismo e il maschilismo: uomo, smettila di fare le battute schifose, fischi o apprezzamenti indesiderati alle donne: sono indesiderate, e sono battute di merda. Donna, smettila di mostrare solo le tette e le cosce: inizia ad andare in giro nuda (forse ti rispetteranno di più se ti rispetti tu per prima) e poi vedrai come quei quattro scemi che magari hanno appena gridato un “ahbbbella, con quel culo ti invito a cagare a casa mia” (giuro, sentito anche questo) a quella tizia li, non sapranno neanche dove guardarti per la vergogna, perchè quelli non sono uomini: quelli sono IMBECILLI, e di fronte a una donna nuda non riescono più a dire niente, perchè non ci credono neanche loro.
Accettarsi così come si nasce: senza iPod. Iniziamo almeno a prepararci al cambio, in fondo ha più senso dell’ennesimo trasloco. Tanto un giorno anche quella terra straniera e inzialmente esotica e sensuale, diventerà la nostra terra, e allora tutto questo processo sarà arrivato anche li, perchè ormai oggi “casa” è un bordello. Lo dicevo a mia madre l’altro giorno: scusa, ma secondo te io dove cazzo vado, anche volendo, se mi devo muovere da qui? in italia, manco morta sgozzata con il sale dentro, in qualsiasi altra parte d’europa mi sento morire, fuori dall’europa mi mangiano viva. E poi: per cosa? Per trovarmi da qui a un-tempo-indeterminato-qualsiasi nella stessa situazione: senza un soldo, senza una casa, senza un lavoro! E senza neanche tre eredi come ho spesso sognato, ahimè.
Allora, visto che la luce in fondo al tunnel è un treno, bisogna decidersi: o si arreda il tunnel e si spera in un deragliamento, o si prova a scavare una via di fuga nelle pareti del tunnel. Si, bisogna essere volenterosi agili e scattanti (e magari smettere di farsi le canne, ach) e sperare di trovare una crepa da poter ampliare. Magari qualcuno prima di te nello stesso tunnel ci ha provato e non c’è riuscito, ma ha lasciato una traccia. Magari neanche tu ce la farai, ma intanto l’apertura si espande. E ogni tanto dare una voce, si sa mai che nel tunnel ci sia qualcun altro in giro.

In conclusione: è una merda un po’ ovunque (per quello che sento in giro, eh, io credo molto alle esperienze individuali, ma in realtà credo anche un po’ a tutto quello che voglio), e forse per una volta vale la pena guardarsi tra di noi nelle palle degli occhi e, dopo essersi chiesti reciprocamente checcazzo succede a AVER ASCOLTATO LA RISPOSTA, finalmente riconoscere che siamo tutti sulla stessa barca, e la linea dell’orizzonte è già vicina al naso. Berlino, Roma, Londra, Mosca, Pechino, vai dove vuoi ma alla fine non si scappa: il mondo è più veloce di te.
Proposte, o quello che ci resta: tutti in mezzo alla strada, che è nostra, o andare a occupare uno di quei paesini abbandonati in mezzo ai boschi (gli appennini sono una figata), metterci un mulino a vento, un pannello solare, rimboccarsi le maniche e ripopolarlo, realmente a misura d’uomo. Magari con amore. O magari qualsiasi altra cosa dotata di buon senso che possa ridare un calore umano al nostro sangue. E a quello di mio nonno partigiano, e alle memorie del passato e nella certezza che sappiamo benissimo che futuro ci aspetta, se non ci incamminiamo subito in un’altra direzione. Spegni quelle cazzo di lampade e vai a vedere le stelle e limonare in montagna in bicicletta, una roba così va anche bene, ma lasciatevi ispirare. Non traslocare, Lazzaro, alzati e cammina (yo).

:-*

Apr 29, 201223 note
#bilderberg #emigrante io? #operai #sottomissione e dominazione #bestemmie locali
Apr 29, 20127 note
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