Ma in quella s’ode un rombo e tutto il cielo è invaso da aeroplani. L’attenzione generale si sposta. È una grande formazione da bombardamento, forse qualche città resterà spianata e fumante, sotto il suo volo, mentr’essa scomparirà dietro le nuvole. Pin sente la terra vibrare sotto il rombo e la minaccia delle tonnellate di bombe appese che trasmigrano sopra la sua testa. La Città Vecchia in quel momento si sta svuotando e la povera gente s’accalca nella fanghiglia della galleria. Si sentono dei tonfi cupi, a sud.
Pin vede il Dritto che s’è messo su un’altura e guarda nella gola della valle con il binoccolo. Lo raggiunge. Il Dritto sorride con la sua bocca cattiva e triste, girando le viti delle lenti.
- Mi fai vedere anche a me, poi, Dritto? - dice Pia.
- Te’, - fa il Dritto, e gli passa il binoccolo.
Nella confusione di colori delle lenti, a poco a poco appare la cresta delle ultime montagne prima del mare e un grande fumo biancastro che s’alza. Altri tonfi, laggiù: il bombardamento continua.
- Alè, butta giù tutto - fa il Dritto battendo il pugno contro il palmo. - Casa mia per la prima! Butta giù tutto! Casa mia per la prima!
Italo Calvino, Il sentiero dei nidi di ragno
Magari molti di voi, cortesi e masochisti lettori via dashboard, non hanno mai nemmeno notato che tengo tanto a questa citazione da averla messa in cima alla homepage del tumblo. Magari non la conoscevate. Magari non ne conoscevate il contesto. Ecco, ora dovreste capire meglio.
Capire, anche, perché oggi - sempre - io sto con chi tira le molotov alle banche, ad Atene e ovunque. Non perché è piacevole. Perché è necessario. Perché è inevitabile. Perché mi piacerebbe che ci fosse un’altra soluzione, ma non c’è.
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postato da emmanuelnegro


