Emmanuel Negro

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madonnaliberaprofessionista:

proust2000:


L’Islanda è un paese inclemente e non tollera gli idioti. I terreni accidentati e la variabilità del tempo hanno condotto molti alla tomba.

Questa è una di quelle cose da tenere sempre a mente mentre si visita l’Islanda. Facile rendersene conto dopo i primi chilometri in macchina lasciata la capitale: niente guard rail, niente muretti, niente segnalazioni di pericolo sulle strade, solo il tuo buonsenso e qualche limite di velocità. Questo sull’asfalto, lo sterrato è tutta un’altra faccenda, peggio chiaramente.
La storia si ripete alle principali attrazioni paesaggistiche, siano esse cascate, ghiacciai, vulcani o gayser. Nessun limite invalicabile, nessun parapetto, nessun cartello di pericolo, sempre e solo il tuo buonsenso e delle cose stupende che mentre le guardi ti dicono: “se vieni più vicino è ancora più bello, sì sì, proprio sul ciglio del burrone dove è scivoloso.” 
Prima di una passeggiata su una scogliera per vedere colonie di uccelli di varia natura un biondo locale in inglese perfetto spiega: We are not in America, we are in Iceland, there are no limits where you can go, just follow your common sense.
 cristallino.
Il cartello della foto era sulla riva di Jökulsárlón, laguna glaciale costellata di iceberg con temperatura media dell’acqua a 2,4° C. Noi tutti l’abbiamo inteso come: “se cadi muori e non ti azzardare a chiedere aiuto, sarebbe inutile e disturberesti.” che sospetto non sia poi lontano dal significato originale.

qualche anno fa sono stato in vacanza in questa località marittima, la spiaggia che frequentavo era tagliata a metà da un fiume che proprio lì si riversava in mare. In quel punto ovviamente le correnti si sprecano. La settimana prima del mio arrivo erano morti dei ragazzi per queste correnti e così la spiaggia era stata tappezzata deturpata di cartelli che avvisavano della cosa. Ma il fatto è che di cartelli così ce n’erano già! Hanno dovuto metterne a catervate solo perché la gente è scema. Addirittura avevano messo i cartelli per avvisare che “camminare sugli scogli è pericoloso” con tanto di transenne bianche e rosse per impedire l’accesso agli scogli dalla spiaggia.
Se siamo circondati da idioti è anche perché stiamo tarpando le ali a Darwin.

Intravedo una soluzione win-win: mandiamo tutti gli italiani in Islanda per tre mesi. Quelli che tornano possono votare, riprodursi ecc.; per gli altri, corone di fiori low cost e fosse comuni.
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madonnaliberaprofessionista:

proust2000:

L’Islanda è un paese inclemente e non tollera gli idioti. I terreni accidentati e la variabilità del tempo hanno condotto molti alla tomba.

Questa è una di quelle cose da tenere sempre a mente mentre si visita l’Islanda. Facile rendersene conto dopo i primi chilometri in macchina lasciata la capitale: niente guard rail, niente muretti, niente segnalazioni di pericolo sulle strade, solo il tuo buonsenso e qualche limite di velocità. Questo sull’asfalto, lo sterrato è tutta un’altra faccenda, peggio chiaramente.


La storia si ripete alle principali attrazioni paesaggistiche, siano esse cascate, ghiacciai, vulcani o gayser. Nessun limite invalicabile, nessun parapetto, nessun cartello di pericolo, sempre e solo il tuo buonsenso e delle cose stupende che mentre le guardi ti dicono: “se vieni più vicino è ancora più bello, sì sì, proprio sul ciglio del burrone dove è scivoloso.”


Prima di una passeggiata su una scogliera per vedere colonie di uccelli di varia natura un biondo locale in inglese perfetto spiega: We are not in America, we are in Iceland, there are no limits where you can go, just follow your common sense.

cristallino.

Il cartello della foto era sulla riva di Jökulsárlón, laguna glaciale costellata di iceberg con temperatura media dell’acqua a 2,4° C. Noi tutti l’abbiamo inteso come: “se cadi muori e non ti azzardare a chiedere aiuto, sarebbe inutile e disturberesti.” che sospetto non sia poi lontano dal significato originale.

qualche anno fa sono stato in vacanza in questa località marittima, la spiaggia che frequentavo era tagliata a metà da un fiume che proprio lì si riversava in mare. In quel punto ovviamente le correnti si sprecano. La settimana prima del mio arrivo erano morti dei ragazzi per queste correnti e così la spiaggia era stata tappezzata deturpata di cartelli che avvisavano della cosa. Ma il fatto è che di cartelli così ce n’erano già! Hanno dovuto metterne a catervate solo perché la gente è scema. Addirittura avevano messo i cartelli per avvisare che “camminare sugli scogli è pericoloso” con tanto di transenne bianche e rosse per impedire l’accesso agli scogli dalla spiaggia.

Se siamo circondati da idioti è anche perché stiamo tarpando le ali a Darwin.

Intravedo una soluzione win-win: mandiamo tutti gli italiani in Islanda per tre mesi. Quelli che tornano possono votare, riprodursi ecc.; per gli altri, corone di fiori low cost e fosse comuni.

Fonte: proust2000

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  21. comedisselapiaga ha rebloggato questo post da guerrepudiche e ha aggiunto:
    L’Islanda incita al darwinismo, che meraviglia. Motivo numero #1 per cui l’amo. FORZA, Italia, tutti in Islanda!
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Se invece l'avete scambiato per un clistere, che vi devo dire, non sarò certo io a criticare il modo in cui sollazzate il vostro retto. Ma nel caso, pulite tutto quando avete finito.
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