Milioni e milioni di euro stanziati per lo sviluppo del piano per la digitalizzazione della scuola, in poche parole tablet per ogni alunno, lavagne multimediali per ogni classe e corsi di formazione per gli insegnanti. Cosa importa se a causa dei tagli alla scuola pubblica oltre centomila persone non sapranno più come portare avanti la propria famiglia, cosa importa se ai disabili non verrà garantito un sostegno; cosa importa se la lavagna è così opaca che nemmeno ci si legge, se le sedie son rotte e traballanti, se i riscaldamenti non funzionano, se piove e ti sembra di stare in mezzo al prato, se non ci sono i fogli e l’inchiostro per fare le fotocopie, se vai in bagno con la porta che non si chiude e non trovi la carta igienica, e quasi quasi neanche il gabinetto. Perché sapete, ovviare a quest “problemi” costerebbe troppo.
Forse sono rimasta indietro, io che non ho colto il valore del piano per la digitalizzazione della scuola che permetterebbe finalmente di “condividere le esperienze per costruire un Paese migliore”. O forse sarà che si continua a riempire abissi con aria illudendosi che ci si può costruire qualcosa di magnifico su.
(via misantropo)
Fonte: prositspeslabori
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