Il caso di Formigoni, esponente di primo piano di un movimento ecclesiastico, è paragdimatico di un disinvolto modo di concepire la gestione della cosa pubblica, esercitata grazie alla creazione di un condizionamento sociale non dissimile da quello tipico di Cosa nostra. “Più società, meno Stato”, era il motto di Comunione e liberazione: e di Stato (e di fondi statali) ce ne sono ora assai di meno, in Lombardia, dopo il passaggio delle cavallette di don Giussani.
Formigoni, amen? (Uaar Ultimissime)
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