meno di tre mesi fa, il suo candidato era Albertini.
rettifico
evidentemente c’è molto da dire. Finisce a borsettate!
«Non mi inquieti troppo perché posso fare dichiarazioni che lo metterebbero a terra e lui sa di cosa sto parlando». È l’«avvertimento» lanciato da Gabriele Albertini, in corsa per la presidenza della Regione Lombardia, al governatore Roberto Formigoni che lo ha accusato di puntare a poltrone che si aggiungerebbero a quella di eurodeputato.
(via ze-violet)
Per rinfrescarci la memoria. Inutile dire che quando sento parlare il Formigùn, l’immagine mentale che gli si sovrappone automaticamente è quella di Rupert Sciamenna. Chiamatela pure difesa immunitaria.
la maledizione del bosco di Gioia ehe
Nuovo blitz di Beast a Milano. Nella notte lo street artist ha sostituito il testo delle colonnine info turistiche sulla città. Il nuovo testo ripercorre la vita di Roberto Formigoni, dalla nascita ai Memores Domini, dalla prima presidenza fino allo scandalo del San Raffaele e la condanna del faccendiere Pierangelo Daccò. Stupore nello sguardo dei passanti, sorpresi nel leggere le note
L’ultima provocazione di Beast i totem informativi su Formigoni
(via ze-violet)
next step: “quell’avviso di garanzia era stampato con inchiostro simpatico!”
è stato frainteso.
Dai Formigoni, saluta l’Expo
Le dimissioni da commissario straordinario di Expo offerte da Giuliano Pisapia hanno un “effetto collaterale” niente male: offrono anche all’altro commissario straordinario, Roberto Formigoni, un’ottima occasione per farsi da parte. Ne avrebbe tante altre, il Celeste, di buone ragioni per andarsene: vedi alla voce “vacanze di gruppo” e rapporti ancora da spiegare con il Mister Wolf della Lombardia, Pierangelo Daccò, l’uomo che “risolve problemi” ai boss della sanità privata.
Comunque, azzerare i vertici di Expo, ora, è più facile: se n’è andato il commissario-sindaco di Milano, può andarsene senza dar troppo nell’occhio anche il commissario-presidente della Regione. Coglierà questa buona occasione, il Celeste? Improbabile, visti i toni con cui negli ultimi giorni ha risposto a chi gli chiedeva un passo indietro. E vista la raffica di querele (anche a chi ha scritto di lui sul Fatto Quotidiano) con cui ha risposto alle semplici domande che gli erano state poste, del tipo: ha restituito i soldi delle vacanze, delle cene, delle barche gentilmente anticipati dal generosissimo Daccò? Se proprio lo si vuole fare, ’sto benedettissimo Expo, se proprio si vuol tentare di recuperare il tempo perduto finora, deve entrare in campo un commissario straordinario che ci lavori a tempo pieno, un Mister Expo che, visti i ritardi, deve essere una specie di Mandrake.
Pisapia si è fatto da parte non senza venature polemiche: “Se il governo non si assumerà le sue responsabilità, c’è il rischio che fallisca”. Mandrake potrebbe essere Giuseppe Sala, l’attuale amministratore delegato di Expo 2015, l’unico, tra i capitani che si sono fin qui succeduti al vertice dell’impresa, che ha dimostrato di non considerare l’incarico come una satrapia e un lavoro da fare nei ritagli di tempo. È improbabile che Formigoni si dimetta: perché ha da garantire che l’Expo resti una grande operazione immobiliare a beneficio dei bilanci di Fondazione Fiera, proprietaria di gran parte delle aree su cui si terrà l’esposizione universale del 2015, e un terreno di pascolo per la società regionale Infrastrutture lombarde. Ma il commissario è di nomina governativa, per cui Mario Monti può sostituirlo in un nanosecondo.
Intanto i lavori vanno a rilento. E i primi appalti producono i primi dubbi. Sono già arrivati i magistrati, la Guardia di finanza e la Direzione distrettuale antimafia, a cercare di capire com’è andata la prima gara, quella per ripulire l’area, realizzata da Mm e vinta dalla coop Cmc di Ravenna, ora sotto indagine per turbativa d’asta. Con subappalti ad aziende che, secondo la denuncia di Giulio Cavalli (consigliere regionale lombardo di Sel), non sono proprio il massimo della trasparenza.
La crisi ha già provveduto a rendere più povero il banchetto degli affari di Expo. Erano 60 le opere previste nel dossier di candidatura, i padiglioni, le vie d’acqua, le strade, autostrade, metrò M4, M5 e M6. Almeno venti di queste sono già state cancellate, altre saranno forse realizzate, ma non in tempo per il 2015. La Provincia e la Camera di commercio hanno già chiesto di poter ridurre iloro investimenti. Il Comune di Milano e il governo di Roma hanno già tanti problemi di bilancio. In queste condizioni, si farà l’Expo con i fichi secchi? A questo punto, non sarebbe meglio dire: scusate, ci siamo sbagliati, lasciamo perdere? Un’alternativa alla figuraccia planetaria ci sarebbe: abbandonare la bulimia da grandi opere e tornare all’Expo leggero del parco agroalimentare, del grande orto planetario da lasciare alla città. Come andrà a finire?
(oggi: indagato il direttore generale della sanità lombarda, 3 direttori generali e un ex di ospedali fra cui Niguarda, perquise ovunque alla Sanità. Bresciani, l’assessore leghista alla Sanità, si smarca “mele marce”, proprio perché non c’è nessuno scelto da lui. Tutti ciellini o come questo che sembra uscito da una delle cene eleganti di Arcore, e invece era anche direttore di MilanoSport, una delle fogne dove tra fascisti e ‘ndranghetisti il più pulito ha la rogna)
Formigoni: fango diretto da Botteghe Oscure E sui gay chiede ai cattolici di lasciare il Pd
Lo lascio direttamente commentare e taggare da Ze-Violet. Lei saprà di certo come dire ciò che penso.
celeste levati dal cazzo
(qui un memo. Mi spiace, non mi viene niente di più complesso, sono ancora inferocita per la farsa dell’altro giorno)
…che però uno non è che può dire “se dimostrano che ho fatto questo mi dimetto” e poi quando glielo dimostrano fare tipo “no, però me lo devono dimostrare su una gamba sola”, non funziona così.
quelli di cielle fanno quasi tutto così :p
grazie, la cercavo tempo fa. Al posto di questi alberi c’è Palazzo Lombardia, il Formigone. E quegli alberi tagliati secondo me potrebbero avergliela tirata ;) a quella merda del celeste. Sarebbe poetico










(via 
