Emmanuel Negro

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Don Zauker: i Gay facciano una sana autocritica

ze-violet:

kon-igi:

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“L’omofobia?

Sì, ma spesso sono i gay a provocare.

Facciano sana autocritica. Quante volte vediamo ragazzi, ma anche uomini maturi circolare per strada in vestiti provocanti e succinti? Quanti tradimenti si consumano nelle palestre, nei luoghi di lavoro, nei cinema, eccetera?

Potrebbero farne a meno.

Costoro provocano gli istinti peggiori e se poi si arriva anche alla violenza o all’abuso sessuale (lo ribadiamo: roba da mascalzoni), facciano un sano esame di coscienza: “forse questo ce lo siamo cercato anche noi”?

Basterebbe, per esempio, proibire o limitare ai negozi di intimo maschile di esporre la loro mercanzia per la via pubblica per attutire certi impulsi, oppure vietare ai maschi l’uso di certi gonnelloni che lasciano immaginare chissà quali tesori nascosti e basta un filo di vento a sollevare o proibire l’uso di mantelline di visone o anelli d’oro alle dita.”

Ecco questo è il testo affisso da Don Zauker nella bacheca della sua cappella (…) in risposta a quei libertini e progressisti sconsiderati di Pontifex, oltre che al moderato e moderno parroco di Lerici. Sicuro di interpretare il vero spirito della Chiesa Cattolica, oggi, alle soglie del 2013, e di essere in piena sintonia con Sua Santità Benedetto Semicroma, che ha definito le unioni gay una minaccia per la pace, Don Zauker ricorda che non esistono solo le donne e i finocchi, ma ci sono anche i negri e i pisani, ad esempio.

Perché ancora nessuna dichiarazione o semplice presa di posizione contro i negri, magari sotto i dieci-dodici anni?

Avanti, non abbiate paura di spararla grossa: DIO È CON NOI!

http://donzauker.it/2012/12/27/i-gay-e-lomofobia-facciano-sana-autocritica/

esattamente

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  • 4 mesi fa > kon-igi
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Bisognerebbe piantarla di vedere tutta la politica italiana in termini di rottamatori e rottamati, speravo che il renzismo ci fosse risparmiato. Al Manifesto non c’è un problema di vecchi e di giovani, ci sono culture diverse e modi diversi di intendere la famosa “autonomia” del giornale. Per autonomia io credo si debba intendere autonomia nella trasposizione giornalistica di una ispirazione, cultura, linea, giudizio, non il fatto che 15 redattori – non delegati da alcuno – dicono quello che pensano loro. Questa non è autonomia, è autoreferenzialismo, che è diverso. Sopratutto risulta poco interessante per i lettori.

Luciana Castellina, chapeau

(il Manifesto non c’è più)

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  • 4 mesi fa > ze-violet
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(…) Il primo vero bacio tra Fox Mulder e Dana Scully, dall’episodio ”Millennium” della settima stagione di X Files, crossover che funge anche da series finale per la serie omonima. Capodanno 1999-2000: dopo il bacio di mezzanotte atteso per anni dal fandom, Mulder commenta ”Visto? Non era la fine del mondo”.
Non aspettatevi troppo dalla fine del Mondo - Alessandra Daniele su Carmilla
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(…) Il primo vero bacio tra Fox Mulder e Dana Scully, dall’episodio ”Millennium” della settima stagione di X Files, crossover che funge anche da series finale per la serie omonima. Capodanno 1999-2000: dopo il bacio di mezzanotte atteso per anni dal fandom, Mulder commenta ”Visto? Non era la fine del mondo”.

Non aspettatevi troppo dalla fine del Mondo - Alessandra Daniele su Carmilla

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  • 4 mesi fa > ze-violet
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3nding:

solodascavare replied to your post: Comunque il riassuntone fatto da Jena è spettacolare. Qui stiamo discutendo di primarie, di candidati, di qualsivoglia stupidaggine e Monti, in tutta tranquillità, dagli Usa ha spiegato che lui è Senatore a vita, che lui non si candida perché non deve essere eletto. Ora basta cambiare sistema elettorale, poter far scegliere ai partiti chi fa il premier dopo le elezioni ed è fatta. Partita chiusa, maggioranza bulgara e cinque anni di riforme come dicono loro

Una valanga che seppellisce la democrazia rappresentativa. Personalmente però ritengo che non sia democrazia il solo andare a votare, questa valanga è causata da un allegro e spensierato fuoripista che stiamo portando avanti da anni: “libertà è partecipazione”, quanti di noi sono andati, vanno o andrebbero a cacare il cazzo nei circoli, ai congressi ed eventi di partito?

Se vogliamo usare una metafora non sciistica, la vaselina gliel’ha messa in mano il popolo italiano.

Io non ci vado, perché poi tanto vai al circolo e ti fanno giocare a biliardino e se parli s’incazzano che li deconcentri

Da noi bestemmiano che li distrai dalla briscola.

(via ze-violet)

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  • 7 mesi fa > 3nding
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[…]Ed ecco, a pochi mesi dalla non-elezione, spuntare il ministro che vorrebbe tassare gli alcolici e spostare le slot machine per promuovere uno stile di vita sano; il ministro che si offende se un vignettista la dipinge in reggicalze; il ministro che dice, neanche fossimo sotto l’Inquisizione o i talebani, che «nessuno deve permettersi» (sì, «nessuno deve permettersi») di scherzare sulla religione. Dicono «vergogna». Dicono che per punire chi osi perculare («dileggiare», si dice «dileggiare») le divinità c’è il codice penale. Danno del maschilista a chi disegna, come non avesse già riservato lo stesso trattamento da mignotta («vergogna!») a colleghi maschi della signora ministro. Ma non fanno politica: sono tecnici. Tecnici della sobrietà, del rigore, della responsabilità, della crescita, del vigore, della forza. Mancano solo le foto a torso nudo nei campi di grano, le purghe e l’olio di ricino[…]
Emergenza satira (via superfuji)

(via ze-violet)

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  • 8 mesi fa > superfuji
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e noi invece abbiamo Cassano...

ze-violet:

batchiara:

“Caro Emmett C. Burns Jr., Trovo inconcepibile che lei sia stato eletto come delegato dello stato del Maryland. Il suo livore e la sua intolleranza mi imbarazzano, e mi disgusta pensare che lei sia in qualsiasi modo e a qualsiasi livello coinvolto nel processo di formazione delle politiche sociali. Le posizioni che lei abbraccia ed espone non prendono in considerazione alcuni punti fondamentali, che illustrerò con dovizia di particolari (potrebbe esserle necessaria l’assunzione di uno stagista che la aiuti con le parole più lunghe): 1. Come sospettavo, non ha letto la Costituzione, quindi le vorrei ricordare che il Primo, primissimo emendamento di questo fondamentale documento si occupa della libertà di parola, e in particolar modo delle limitazioni di tale libertà. Utilizzando la sua posizione istituzionale (facendo riferimento ai suoi elettori in modo da minacciare implicitamente la gestione dei Ravens) per dichiarare che i Ravens dovrebbero «scoraggiare dichiarazioni di questo genere» da parte dei loro dipendenti – nello specifico Brendon Ayanbadejo – non solo lei sta chiaramente violando il Primo Emendamento, ma dimostra di essere una narcisista macchia di merda. Che cosa mai l’ha fatta diventare così stupido? Mi sconcerta che un uomo come lei, che fa affidamento sullo stesso Primo Emendamento per coltivare i propri studi religiosi senza timore di ritorsioni da parte dello Stato, possa giustificare il soffocamento del diritto alla libertà di espressione di qualcun altro. Chiamare “ipocrita” un uomo come lei sarebbe mancare di rispetto alla parola. “Osceno, assurdo ipocrita del cazzo” è un po’ più appropriato, forse. 2. «Molti dei vostri tifosi non sono d’accordo con questa presa di posizione e ritengono che [questi argomenti] non debbano avere posto nello sport, che dovrebbe riguardare il tifo, l’intrattenimento, l’entusiasmo e nient’altro». Santo cielo, quante stronzate. Ha sul serio detto questa roba, lei che è stato «attivamente coinvolto nelle task force del governo che si sono occupate delle conseguenze culturali e sociali della schiavitù in Maryland» (come recita la sua voce di Wikipedia, ndt)? Non ha mai sentito parlare di Kenny Washington? Di Jackie Robinson? Nel 1962 la NFL prevedeva ancora la segregazione razziale, che è stata spazzata via grazie a atleti e allenatori coraggiosi che hanno osato esprimere il loro parere e fare la cosa giusta. E nonostante tutto questo lei è capace di dire che la politica e le questioni politiche «non dovrebbero avere un posto nello sport»? Non so neanche da dove cominciare per immaginare la dissonanza cognitiva che con ogni probabilità sconvolge in questo momento la sua mente confusa e marcia, e la ginnastica mentale con cui il suo cervello si è contorto fino a produrre una dichiarazione così assurda da meritare una medaglia d’oro olimpica (il giudice russo sicuramente le darebbe 10, per “bellissimo repressivismo”). 3. Questo è più un mio dubbio personale. Ma perché odia la libertà? Perché odia il fatto che altre persone vogliano avere la possibilità di vivere le loro vite ed essere felici, anche se la pensano in modo diverso dal suo, o si comportano in modo diverso? In che modo, in che forma, la riguarda il matrimonio gay? In che modo influisce sulla sua vita? Teme che se il matrimonio gay diventasse legale, lei comincerebbe all’improvviso a pensare al pene? «Oh merda, il matrimonio gay è stato approvato, devo subito correre a farmi sfondare di cazzi!». Ha paura che tutti i suoi amici diventino gay e non vengano più la domenica a vedere le partite da lei? (Comunque è improbabile, dato che anche ai gay piace guardare il football). Posso assicurarle che il matrimonio gay non avrà alcun effetto sulla sua vita. I gay non verranno a casa sua a rubare i suoi figli. Non la trasformeranno magicamente in un lussurioso mostro mangiacazzi. Non rovesceranno il governo in un’orgia di edonistica dissolutezza soltanto perché all’improvviso avranno gli stessi diritti del 90 per cento della nostra popolazione – diritti come le indennità della previdenza, agevolazioni fiscali per chi ha figli, i permessi familiari o i congedi per malattia per prendersi cura dei propri cari, e l’assistenza sanitaria estesa a coniugi e figli. Sa che cosa farà ai gay il fatto di avere questi diritti? Li renderà cittadini americani a tutti gli effetti, proprio come tutti gli altri, con la libertà di perseguire la felicità con tutto ciò che questo comporta. Le dicono niente le battaglie per i diritti civili degli ultimi 200 anni? In conclusione, spero che questa lettera, in qualche modo, la porti a riflettere sulla dimensione del colossale casino che lei ha spudoratamente scatenato ai danni di una persona il cui solo crimine è stato esporsi per qualcosa in cui credeva. Buona fortuna per le prossime elezioni, sono certo che ne avrà bisogno. Cordialmente, Chris Kluwe P.S. Mi sono dannatamente esposto sulla questione del matrimonio gay, quindi può anche prendere il suo «non sono a conoscenza di altri giocatori della NFL che abbiano fatto quello che fa Ayanbadejo» e ficcarselo nella sua piccola boccaccia priva di empatia, strozzandocisi. Stronzo.”

—

La lettera molto colorita con cui un giocatore di football ha difeso un suo collega, attaccato da un politico per essersi espresso in favore del matrimonio gay «Santo cielo, quante stronzate»

(via tommaso)

neretto mio

narcisista macchia di merda è l’insulto geniale

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  • 8 mesi fa > tommaso
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Però io non credo, come dicevo, che sia soltanto una questione di forma: perché poi va inevitabilmente a finire che lo stesso metodo, quello del tanto è uguale, viene applicato anche ad argomenti assai meno marginali, sui quali verrebbe da dire -con rispetto parlando- che tanto è uguale un cazzo. Prendete questo intervento, ad esempio: voi lo capite, leggendolo, se Grillo è favorevole al matrimonio gay, o alle unioni civili, oppure ai PACS? E soprattutto, capite se lui abbia capito che si tratta di tre soluzioni diverse che implicano diverse premesse e conseguenze politiche? Io, francamente, no.

LIBERNAZIONE » Blog Archive » Tanto è uguale un cazzo (via mangorosa)

da leggere tutto

(via ze-violet)

(via ze-violet)

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  • 8 mesi fa > mangorosa
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Dovevo comprare un rotolo di biadesivo, proprio quello “guarda, più forte di questo non c’è proprio nulla”, il gentile e scorbutico padrone del negozio mi ha indicato col dito una scatola grigia e anonima che ha conosciuto i governi Fanfani e ha detto “prendi quello, sì, fai pure tu”; quando ho tirato fuori il portafogli per pagare ho visto le confezioni di Duracell emergere dall’agglomerato laocoontico di carte, cacciaviti, lampadine e taglierini che ingombra perennemente il piano e gli ho detto “mi dia anche due di quelle, per piacere” pur sapendo che all’Esselunga che ho davanti all’ufficio e dove entro praticamente ogni giorno avrei speso un terzo in meno, ma io voglio che questo piccolo negozio, compendio di periferia delle Pagine Gialle dell’esistenza quotidiana, non sparisca, non ancora, voglio poter continuare a contare per mille anni ancora sulla possibilità di entrare da quella porta con in mano un pezzo di metallo – una vite, un bullone, una brugola (si chiama brugola, vero? esiste?) -, mostrarla all’anziano signore gentile e scorbutico, chiederne una confezione e sentirmi dire “lì, sulla tua sinistra, alza la mano, la terza scatola dopo la corda delle tapparelle”.

Squonk » Viti e bulloni

all’Esselunga poi puoi mica fermarti a cercare di decifrare scritte su scatoloni invecchiati fatte con lampostil, che una volta, all’epoca in cui risalgono gli scatoloni e gli accatasti, non si chiamavano mica uniposca.

(via prezzemolo)

da leggere tutto

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  • 8 mesi fa > prezzemolo
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Ieri ho ricevuto una mail del professor Franco Fabbri che giustamente denuncia l’insopportabile abuso dell’affermazione retorica: «Abbiamo vissuto al di sopra delle nostre possibilità!». A partire da questa denuncia, Fabbri pone un domanda vera: «Chi è questo “abbiamo”?». Non è «abbiamo» che ha creato la voragine del debito pubblico e, per i noti scopi, ha dilapidato segmenti di ricchezza nazionale a favore di corrotti e corruttori e privilegiati, oltre a permettere alla malavita organizzata di impadronirsi di vaste aree del territorio e delle attività economiche. Ma soprattutto non è «abbiamo» che ha pianificato un modello di sviluppo disastroso e non ha permesso l’emersione di alternative. La demagogia della responsabilità collettiva, è uno schifoso espediente per intorbidire le acque e non individuare le gravi colpe che hanno portato il nostro paese al disastro.
Moni Ovadia via dottorpeace: L’incoerenza di quelli che dicono «abbiamo»   (via ze-violet)

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  • 9 mesi fa > dottorpeace
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Vogliamo il lavoro garantito sottocasa in una fabbrica inquinante, e respirare aria pulita come quella di campagna.Vogliamo scaricare i nostri rifiuti in mare, e far garrire la bandiera azzurra sulla spiaggia. Vogliamo che la nostra sia una frenetica città d’affari congestionata dal traffico, ma che ottenga subito la qualifica di città slow con bandiera arancio e palazzi seicenteschi visitabili. Vogliamo formaggi d’alpeggio al prezzo di quelli del discount. Vogliamo mogli e mariti fedelissimi, specie quando ci accompagnano al club scambista. Vogliamo figli stupendi: che vanteremo essere tecnologici, anziché rincoglioniti dal computer. Vogliamo che le industrie lavorino come sempre e al contempo si bonifichino (sic), come tanti forni autopulenti. Vogliamo avere tutti i servizi e nessun costo; vogliamo avere tanti euro noi, e un cazzo gli altri paesi europei. Vogliamo che il nipote sia il primo della lista all’asilo, e che a pagare la sua retta sia il nipote di qualche maghrebino. Vogliamo auto nuove a costo zero, da aggiungere ai quaranta milioni di veicoli già esistenti, e farli correre tutti gratuitamente su strade che non possono contenerli. Vogliamo tanta educazione, tanta sensibilità verso il lavoro: me lo spiegarono i dirigenti sindacali delle mie parti, dandomi del cafone arrogante, quando ipotizzai la chiusura di uno stabilimento che provocava continui record di tumori polmonari. In fondo, a pensarci bene, non chiediamo poi tanto.Vogliamo soprattutto essere rassicurati sul nostro futuro, avere certezze su come finiremo, sia noi che i nostri discendenti. Guido Ceronetti ricordava la frase della moglie di uno dei dipendenti morti dell’Acna di Cengio: “odio quella fabbrica, che ha ucciso mio marito, e non assume mio figlio. Statemi bene
Ghino La Ganga”.
Vogliamo poco. « Anskijeghino’s Blog (via iceageiscoming)

(via ze-violet)

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  • 9 mesi fa > iceageiscoming
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L’anno che verrà

ze-violet:

cosorosso:

L’anno che comincerà il prossimo autunno potrebbe essere tra i più violenti che l’Italia abbia sperimentato dopo la fine della seconda guerra mondiale. Lo sarà dal punto di vista della violenza fisica, e allora – ammesso di non ritrovarci troppo impegnati a sopravvivere nella guerra tra poveri di cui siamo la parte privilegiata, guerra che da condominiale si sarà fatta nel frattempo rionale, poi cittadina – noi miserabili di buona volontà, specie se mossi da spirito cristiano, dovremo cercare di impedire che venga ucciso Luca Cordero di Montezemolo (provando a dimenticare l’intervista in cui Cesare Romiti, parlando con Minoli, lo accusa di essersi venduto gli appuntamenti con Gianni Agnelli mentre lavorava alla Fiat), dovremo salvare la vita del piccolo Oceano Elkann, la vita di Ignazio La Russa e di suo figlio Leonardo Apache (ricordando che il padre di Ignazio, Antonino, ex segretario del Partito Nazionale Fascista di Paternò, ebbe salva la vita perché, dopo essersi fatto catturare dagli inglesi in Africa, non ricevette da questi lo stesso trattamento previsto nei campi di lavoro gestiti dalla parte politica a sé amica), di Orlandina, la moglie di Sergio Marchionne (e dei due figli Alessio Giacomo e Jonhatan Tyler), nonché impedire che Massimo D’Alema venga aggredito per strada (stesso sforzo per Giulio Tremonti e per sua moglie Fausta Beltrametti, cercando di dimenticare che quest’ultima è andata in pensione a trentanove anni, avendo ormai riscosso ben più dei contributi versati) e Walter Veltroni durante la presentazione di un suo libro, oltre a impedire che Michel Martone, attuale viceministro del Lavoro e delle politiche sociali (senza farci scalfire dal ricordo di suo padre, già giudice della sezione “lavoro” del Tribunale di Roma nonché membro del CSM) venga aggredito in piazza Montecitorio da un senzatetto che cerchi di soffocarlo col topo morto che ancora non rappresenta il pasto principale di nessuno, ma forse lo sarà, e nell’attesa prestato a fini apotropaici…

Italia: la violenza che viene? « minima & moralia

è lungo ma c’è tutto, TUTTO

da leggere con calma, pensare con attenzione.

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  • 9 mesi fa > cosorosso
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ze-violet:

Il #terremoto in Emilia e gli orologi
Wu Ming su Giap

(…) La spinta a ripristinare la «normalità» (la parola più ripetuta nelle interviste) è costata altre vite: le aziende non hanno atteso le verifiche e gli operai sono tornati a lavorare in capannoni a rischio, con le conseguenze che sappiamo. Dunque, l’unica «normalità» già ripristinata è quella dei morti sul lavoro per mancanza di sicurezza, delle famiglie devastate, dei figli rimasti orfani perché la macchina non poteva fermarsi. Spesso, nelle città, i movimenti sociali rivendicano «spazi», ma avere spazi non cambia nulla se non si contestano i tempi. Ti riappropri degli spazi quando i tempi saltano e riprendi fiato, grazie allo zoccolo scagliato negli ingranaggi. E’ tragico che a gettare lo zoccolo sia stato un terremoto, ma la tragedia non deve ottenebrarci, renderci ciechi di fronte agli esempi.

da leggere, tutto. Ottimo il link del primo commento, sciacalli da eliminare malissimo
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ze-violet:

Il #terremoto in Emilia e gli orologi

Wu Ming su Giap

(…) La spinta a ripristinare la «normalità» (la parola più ripetuta nelle interviste) è costata altre vite: le aziende non hanno atteso le verifiche e gli operai sono tornati a lavorare in capannoni a rischio, con le conseguenze che sappiamo. Dunque, l’unica «normalità» già ripristinata è quella dei morti sul lavoro per mancanza di sicurezza, delle famiglie devastate, dei figli rimasti orfani perché la macchina non poteva fermarsi.
Spesso, nelle città, i movimenti sociali rivendicano «spazi», ma avere spazi non cambia nulla se non si contestano i tempi. Ti riappropri degli spazi quando i tempi saltano e riprendi fiato, grazie allo zoccolo scagliato negli ingranaggi. E’ tragico che a gettare lo zoccolo sia stato un terremoto, ma la tragedia non deve ottenebrarci, renderci ciechi di fronte agli esempi.

da leggere, tutto. Ottimo il link del primo commento, sciacalli da eliminare malissimo

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Sobrie un cazzo…

ze-violet:

kon-igi:

Sobrie un cazzo | Don Zauker

microlina:

Sobrie un cazzo

La festa del 2 giugno va fatta.

Per rispetto alle popolazioni colpite dal terremoto le parate ci saranno, ma saranno molto sobrie.

In un momento difficile come questo è necessario dimostrare unità, il nostro tesoro più grande.

Queste, in sintesi, le motivazioni proclamate da Presidente del Consiglio e Presidente della Repubblica.

Ci viene spiegato che le polemiche sono inutili, giacché la maggior parte dei soldi son già stati spesi; così come ci viene spiegato – non senza un effetto tragicomico -  che le parate militari sono a dimostrazione che le Forze Armate, da quando l’Italia è una Repubblica, sono al servizio dello Stato e della Costituzione. Ci vengono spiegate un sacco di cose e in fondo, al netto di tutto, è davvero bello festeggiare una data così importante.

Ma, giusto per evitare polemiche del cazzo e accuse di disfattismo, e proprio in onore alla Repubblica, alla sobrietà e soprattutto all’unità (se le parole sono ancora importanti), un modo di festeggiare il 2 giugno in maniera fantastica quest’anno ci sarebbe stato.

E sarebbe stato quello di ANDARE TUTTI A LAVORARE. Tutti: salumieri, giornalai, benzinai, faccendieri, scafisti, insegnanti, calciatori inquisiti, tassisti, tipografi, puttane, avvocati, dentisti, macellai, TUTTI. Dal primo all’ultimo.
E poi versare il fatturato di quell’unico giorno, TUTTO il fatturato, all’emergenza terremoto in Emilia.

Noi saremmo pronti.

Proponetelo, cani.

http://donzauker.it/2012/06/01/sobrie-un-cazzo/

_____________________________________________

Microla’s Edit: I Paguri, come sempre, sono saggi.

Anche più che saggi.

concordo, sottoscrivo e tutto tutto il resto, cani merdosi compreso.

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  • 11 mesi fa > microlina
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Sfiga e rivoluzione

ze-violet:

Tocca fare un passo indietro e col rischio di sembrare scolastici ripetere verità un tempo acquisite e oggi sepolte dall’arretramento ideologico degli anni Ottanta e Novanta. Le crisi periodiche dell’economia capitalistica sono di regola crisi di sovrapproduzione. Qualcuno in questi casi osserva che questa volta è diverso e non c’è sovrapproduzione. Sia lecito soltanto ricordare che da molti decenni è chiaro anche in ambito marxista, oltre che in qualsiasi libro di Economia Industriale, che la sovrapproduzione si manifesta nei settori maturi del capitalismo come sovracapacità cioè sovrapproduzione potenziale. Gli economisti spiegano che nei settori con una struttura di mercato più concorrenziale, dove l’offerta di molte aziende cerca la sua domanda, la crisi ha la forma della sovrapproduzione (l’esempio tipico è quello della distruzione di prodotti agricoli invenduti); nei settori, tipicamente oligopolistici, dove la domanda crea la sua offerta, la crisi ha la forma del mancato utilizzo degli impianti che scatena autodistruttive guerre di prezzo (qui l’esempio tipico è il settore automobilistico, dove le poche marche presenti sul mercato mondiale cercano di capire chi dovrà chiudere qualche stabilimento perché sia assorbita la capacità produttiva in eccesso che oggi in Europa pare sia addirittura intorno al 30%).

Mauro Vanetti, ospite su Giap

da leggere tutto, subito, anche i link e stay tuned-

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  • 11 mesi fa > ze-violet
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Jump the Say - Alessandra Daniele

ze-violet:

curiositasmundi:

Jump They Say

Beppe Grillo è uno dei primi ricordi televisivi della mia vita. E oggi, a quanto pare, è il futuro della politica italiana. Cos’è successo alla mia generazione? Prima il Biscione di Canale 5, poi il faccione lanuginoso di Grillo, le immagini iconiche della nostra infanzia televisiva ritornano a perseguitarci come il clown di Ashes to Ashes. Persino il nome ”Cinque Stelle” è un’eco della Tv di allora.
È come se negli USA Boss Hogg fosse stato presidente per gli ultimi vent’anni, e ora il rinnovamento lo rappresentasse Fonzie. Mentre i superstiti del Biscione che affonda sperano in una biscaggina di salvataggio guidata da LCDM, l’idolo degli yuppie vanziniani anni ‘80, nel PD si medita d’imbarcare i democristiani naufraghi del Terzo Polo, anche a costo dell’ennesimo compromesso (storico) e Palermo rielegge Leoluca Orlando sindaco per la quarta volta: la prima risale al 1985, e oggi come allora Orlando era l’opzione migliore fra quelle disponibili. Nel 1985 Grillo cominciò a parlare di politica in Tv, aggiungendo un po’ di satira ai suoi sketch per il Fantastico di Baudo.
È come se in Italia gli anni ‘80, invece di passare, stessero invecchiando fermi al loro posto, e il tempo non scorresse in modo lineare come nel resto del mondo, dove ciò che è vecchio prima o poi finisce rimpiazzato dal nuovo, ma nel modo statico di una semivita dove tutto può solo decadere.

…continua…

Leggetene e prendetene atto


da leggere, tutto e subito.

Concordo ogni riga.

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  • 11 mesi fa > curiositasmundi
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La civiltà dei bravi italiani perbene ed altre sgradevoli amenità collaterali assortite



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Se invece l'avete scambiato per un clistere, che vi devo dire, non sarò certo io a criticare il modo in cui sollazzate il vostro retto. Ma nel caso, pulite tutto quando avete finito.
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