livornesi, gente seria
LIVORNO NON SI PIEGA
manifestazione contro la repressione: agenti assediati in prefettura.
la Stampa, alias la busiarda, riesce solo in fondo a dire un po’ di verità
Le tensioni con le forze dell’ordine erano appunto cominciate due giorni fa quando era stato impedito ad una trentina di persone di entrare all’interno del terminal del porto di Livorno per contestare il segretario del Pd ed erano proseguite ieri, quando un presidio-corteo non autorizzato, convocato da parte di antagonisti proprio per i fatti accaduti venerdì e a cui avevano aderito gli anarchici, era finito con uno scontro tra manifestanti, polizia e carabinieri. Oggi un nuovo presidio, convocato in piazza Cavour, la stessa piazza teatro degli incidenti di ieri sui quali, in una nota firmata da Collettivo anarchico libertario e della Federazione anarchica livornese, così si commenta: «I fatti del pomeriggio di sabato sono di una gravità estrema: quella a cui abbiamo assistito è stata una vera e propria aggressione a freddo da parte di polizia e carabinieri, qualcosa a cui la città di Livorno non è certo abituata», con un carica partita «in modo del tutto immotivato» e nelle quale «vengono manganellati alla rinfusa manifestanti e passanti. Due persone finiscono all’ospedale». «Ma forse - conclude la nota - è proprio l’anomalia Livorno che va normalizzata in un momento in cui le direttive governative sono chiaramente indirizzate in senso repressivo verso qualsiasi tipo di manifestazione di dissenso»
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Wu Ming su Giap
(…) La spinta a ripristinare la «normalità» (la parola più ripetuta nelle interviste) è costata altre vite: le aziende non hanno atteso le verifiche e gli operai sono tornati a lavorare in capannoni a rischio, con le conseguenze che sappiamo. Dunque, l’unica «normalità» già ripristinata è quella dei morti sul lavoro per mancanza di sicurezza, delle famiglie devastate, dei figli rimasti orfani perché la macchina non poteva fermarsi.
Spesso, nelle città, i movimenti sociali rivendicano «spazi», ma avere spazi non cambia nulla se non si contestano i tempi. Ti riappropri degli spazi quando i tempi saltano e riprendi fiato, grazie allo zoccolo scagliato negli ingranaggi. E’ tragico che a gettare lo zoccolo sia stato un terremoto, ma la tragedia non deve ottenebrarci, renderci ciechi di fronte agli esempi.da leggere, tutto. Ottimo il link del primo commento, sciacalli da eliminare malissimo
vaffanculo porco di qui e porco di là [video]
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NONNO Fiorucci avrebbe la risposta
?
grazie :D
a negazione dell’evidenza e la distorsione della realtà sono tratti della personalità di Silvio Berlusconi che improntano la sua azione di governo, con una sottovalutazione dei problemi che ha intento ed efficacia di esorcismo e una sopravvalutazione delle proprie energie che arriva ad assumere forme deliranti, fino alla folle convinzione che i problemi si risolvano con l’ottimismo ad oltranza, spudoratamente esibita come filosofia politica e anima del programma.
Nessuno, a tutt’oggi, è stato capace di guarire Silvio Berlusconi da questa sua grave patologia o, in ogni caso, di dissuaderlo dal guardare alle prestazioni economiche del paese con la stessa indulgenza, la stessa esaltata soddisfazione, con la quale prende per credibili le lodi che gli vengono da lacchè e puttane. È un caso clinico senza speranza, un affetto da narcisismo maligno dalle straordinarie doti di impostore e manipolatore, con straordinari mezzi a disposizione per fare dell’impostura e della manipolazione le regole del mondo che è in grado di costruire attorno a lui.
Malvino: In questo punto critico (via steff1024)
da leggere, tutto.
Quando un mondo di questo tipo subisce crepe e le inevitabili infiltrazioni di realtà, il malato reagisce come aggredito dalla più letale delle minacce, e le sue reazioni diventano pericolosissime, per più ritorsive, sempre nel segno della proiezione, assumendo i caratteri allucinatori della legittima difesa. Attorno a un malato del genere, allora, tutto è a rischio, a cominciare da quanto, pur non appartenendogli, sia per tempo andato incontro a quel processo di assimilazione che è una nota distintiva dei deliri di onnipotenza. In questo caso, parliamo della cosa pubblica, che in numerose occasioni Silvio Berlusconi non ha dato prova di saper più distinguere da quella privata, e che in tali situazioni diventa ciò che un pazzo del suo genere si sente autorizzato a sacrificare pur di difendersi.
esattamente, stracazzo
(via ze-violet)
Preciso.
(via ze-violet)


