Emmanuel Negro

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Noi non solo non ci stiamo ma chiamiamo alla lotta immediata e dura lanciando lo stato di agitazione in tutti i luoghi di lavoro e preannunciando nelle prossime ore la decisione in ordine alla data dello sciopero generale e generalizzato da convocare immediatamente in relazione con tutte le forze sindacali indipendenti e di classe interessate e con le componenti sociali disponibili.

Usb, sindacati di base.

fullmonti, c’è chi dice no.

(via ze-violet)
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  • 1 anno fa > ze-violet
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Non credono che andare a votare possa cambiare in alcun modo le cose, anche perché hanno intuito che la politica (quand’anche volesse fare qualcosa) ha un impatto sulla realtà molto minore di altri poteri non eleggibili e con controllabili, a partire da quelli economico-finanziari.

previsione azzeccata quindi

da “Il suicidio della politica” di coloralamente

(via ze-violet)
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  • 1 anno fa > ze-violet
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Dopo infiniti preavvisi ed altrettante rassicurazioni, Marchionne lo ha fatto: Fiat annuncia la disdetta «da tutti i contratti e accordi collettivi aziendali e territoriali vigenti» ed estende alle altre fabbriche italiane il cosiddetto modello Pomigliano (l’unico modello Fiat che abbia incontrato un qualche successo sul mercato negli ultimi decenni).
Indignata, l’Unità titola: “Marchionne, la Fiat contro Monti” (pare infatti che, per il quotidiano fondato da Antonio Gramsci, non sia abbastanza accusare qualcuno di essere contro i lavoratori; se proprio lo vuoi offendere, devi accusarlo di essere contro Mario Monti).
Ci permettiamo di consolare l’affranto articolista democratico: Monti se ne farà una ragione. Come abbiamo già ricordato su questa newsletter, il non ancora senatore e premier salutava così l’anno nuovo con un editoriale del 2 gennaio 2011 sul Corriere della Sera: “L’abbiamo visto di recente con le due importanti riforme dovute a Mariastella Gelmini e a Sergio Marchionne. Grazie alla loro determinazione, verrà un po’ ridotto l’handicap dell’Italia nel formare studenti, nel fare ricerca, nel fabbricare automobili.” (k.)
UpNews di kapro (via ze-violet)
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  • 1 anno fa > ze-violet
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Il Tao di Passalacqua

ze-violet:

curiositasmundi:

In questo momento così difficile per il paese, abbiamo ricevuto una grande lezione da un anziano leader profondamente votato al suo ruolo: Calogero Passalacqua, reggente della cosca mafiosa di Carini, il cui personale motto è emerso dalle indagini: ”Bisogna comandare senza fare scruscio”, cioè rumore.
Questa lapidaria sentenza è ciò che meglio può spiegare l’attuale transizione politica italiana. Quel grottesco baraccone che è stato il regime di Berlusconi era troppo rumoroso, ecco la vera ragione della sua caduta. Non il malaffare sistematico, né il fascismo strutturale in sè, ma lo scruscio che facevano. La sguaiata arroganza, l’ignoranza ridicola, l’incessante sequela di puttanate, metaforiche e reali sono ciò che ha reso il Circo Berlusconi così impresentabile e inaffidabile agli occhi dei suoi referenti politico-economici, nazionali e internazionali, che hanno finito per scaricarlo, liberandosene come di una ciabatta che ha pestato una merda. In parte l’abbiamo visto succedere in diretta Tv: le lagnanze della Marcegaglia, le litanie della CEI, le cazziate della BCE, gli sghignazzi della Merkel e di Sarkozy, Obama che passa oltre, schifato. Il Circo Berlusconi ha perso la piazza. Troppo rumore, troppi giocolieri cialtroni, troppe bestie puzzolenti, troppo sputtanamento, metaforico e reale. Tempo di sbaraccare.
Come si impara dal Tao dell’Acqua di Lao Tzu, il modo più efficace per dominare qualcuno è fargli credere di volerlo servire. L’acqua è fluida, senza forma, e scorre adattandosi agli argini, che la plasmano e apparentemente la controllano, ma come Lao Tzu ricorda, e ogni alluvionato tragicamente sperimenta , ”il fiume è il vero padrone della valle che attraversa”.
Oggi in Italia, dopo l’era dei domatori, è tornato il momento dei servitori dello Stato. I ”tecnici” senza volto che apparentemente si adattano alle necessità del paese, e scorrono quieti negli argini costituzionali, con appena un tenue sciabordio da lavastoviglie di marca.
Dopo un ventennio di strepito suino, tanto decoroso silenzio è stato accolto da milioni di italiani con un comprensibile, stordito sollievo, che li ha portati ad accontentarsi d’una Liberazione solo formale, solo acustica. Di un Berlusconi sollevato dall’incarico, ma non per i piedi (o altra parte del corpo più o meno posticcia) non davvero cacciato, ma soltanto canziato, allontanato dalla ribalta, col patrimonio mediatico-finanziario ancora intatto, e libero di usarlo per dare del borseggiatore allo stesso governo che in parlamento deve sostenere.
L’attuale gestione infatti più che rimpiazzare la precedente, l’ha assimilata. L’esecutivo Monti è un monocolore la cui maggioranza comprende tutto il parlamento, da Berlusconi a Di Pietro, tranne la Lega (finora). È un vasto fiume che è già stato capace di inghiottire contemporaneamente quelli che sembravano gli opposti più inconciliabili della storia d’Italia, e assimilarli, riconducendoli a una matrice comune.
È il vero padrone della valle.
E da padrone si comporterà.

Di Alessandra Daniele, via Carmilla

esattissimamente.

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  • 1 anno fa > curiositasmundi
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ze-violet:

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ze-violet:

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  • 1 anno fa > raucci
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La civiltà dei bravi italiani perbene ed altre sgradevoli amenità collaterali assortite



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Se invece l'avete scambiato per un clistere, che vi devo dire, non sarò certo io a criticare il modo in cui sollazzate il vostro retto. Ma nel caso, pulite tutto quando avete finito.
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