<skodde> https://fbcdn-sphotos-a.akamaihd.net/hphotos-ak-snc7/488375_3781104559435_683280841_n.jpg [olimpiadi] [notav]
#Turi imita il passo dell’oca su una camionetta dei carabinieri
Ooooooooooooohhhhhhhhhh Io amo quest’uomo.
(Associazione d’idee ispirata da dottorpeace)
Roma-Torino: le opzioni (reprise: ma ci sono o ci fanno?)
Auto: 122.67 € (Pedaggio 48.80, Carburante 73.87 - dati viamichelin.it)
Treno: 95,00 € (Frecciarossa - seconda classe)
Aereo: 29,24 € + tasse 5,00 € (Blue Express)
Stima dell’inquinamento e dei costi energetici dei diversi mezzi per questa tratta (fonte):
Rebloggo questo vecchio post perché oggi l’esperienza Roma-Torino Maya Travels è toccata a me in prima persona. Ho preso l’aereo (che odio, ma più conveniente della seconda/ultima classe frecciaminchia, anche beccando l’offerta “MINI” mesi in anticipo), e una buona decina d’euro più conveniente persino dell’unico intercity (notte -buissima-) rimasto.
Mi sono di nuovo chiesto il senso di tutto questo. Siamo in balìa di un branco di iene affamate? O qualcuna di queste iene ha una vaga idea di dove (farci) andare? E cambia qualcosa, in questo caso? Cosa?
Per 300mila passeggeri Tav sono già stati spesi 98 miliardi, per 2.600.000 pendolari solo 4. E i lavoratori dei treni-notte cancellati stanno su un tetto a Roma da mesi, nell’indifferenza generale, nel silenzio mediatico e politico assoluto. E cito sempre dal pezzo di Paolo Cacciari:
In gioco non c’è una linea ferroviaria, non c’è un gruzzolo di quattrini, non c’è nemmeno la vivibilità di una valle: c’è il principio d’autorità giocato su una ben definita scala di valori. Forse che quando si va alla guerra ci si chiede quanto costerà, quanto terreno verrà bruciato, quanti dovranno morire? La posta in palio è la vittoria. In gioco c’è l’insindacabilità delle istituzioni statali puntata su valori-simboli del nostro tempo, inculcati nella testa della gente: la tecnologia, la velocità, il lusso.
Poco importa se queste iene del TAV siano conscie o no di questo. Qualcuno lo è di certo al posto loro. Sicuramente in troppi non lo siamo. Di fatto lo Stato di Cose ha deciso che quelli come me, se vogliono andare da Roma a Torino, è meglio non prendano il treno.Il treno non è più per quelli come me, non quel treno. Resta solo il treno locale casa-lavoro, ma non il treno per il viaggio, per andare a trovare gli amici e i parenti, per rivedere la persona amata. Per viaggiare devo programmare settimane prima e beccare il posto su una compagnia aerea privata di voli low-cost, che finora almeno c’è, ma chissà per quanto (e comunque, low-cost solo perché qualcun’altro che ci lavora è dissanguato).
Oppure non viaggiare proprio. Lavorare e basta. E magari pagare pure il doppio il trenino locale casa-lavoro.
La mia domanda resta sospesa, non ho le competenze. Non so se è una “combinazione” che il capitalismo mafioso all’italiana abbia portato al tracollo iperclassista che è già qui. Non so se è semplicemente perché con i Frecciaminchia ci rubano meglio o lo fanno proprio apposta a negare alla maggior parte delle persone di spostarsi. Non so come questa “combinazione” avvenga di fatto e quanta intenzionalità ci sia. Non so, se sono proprio stronzi e ci godono, o seguono soltanto l’unico modo che hanno di fare le cose. Non so nemmeno se c’è una reale differenza. Sta di fatto che è così. E oggi la ministra Fornero, alle precarie incazzate che hanno occupato il ministero (scommetto che non l’avete letto in home su Repubblica o sentito al TG, eggià, occupano il ministero del Lavoro per ore in 300, ma non è una notizia importante, vero?) chiedendo il reddito minimo di cittadinanza (interamente finanziabile rinunciando anche solo al TAV in Val Susa) ha risposto:
“Con il reddito di base gli italiani se ne starebbero a casa a mangiare pasta e pomodoro”
E porcodio sì! Meglio pasta e pomodoro che far lo schiavo per quelli come te. Meglio sapere che almeno pasta e pomodoro me li posso permettere senza essere costretto ad accettare qualsiasi cosa.
Scusate lo sfogo.
Anzi no, scusate un cazzo.
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Il libro scritto da Tobia, che oggi è in galera.
Ri-rebloggo perché Tobia è al quarto giorno di sciopero della fame, arrestato perché “strattonava” durante i blocchi, in realtà perché ha scritto questo libro.
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Il libro scritto da Tobia, che oggi è in galera.
In 5000, come il 23 ottobre, verso la Baita in val Clarea, nonostante la militarizzazione di un’intera valle, i rastrellamenti in stile nazista del 29 febbraio, le minacce di condannare tutti per “associazione a delinquere”, a volto scoperto e senza paura.
foto via @elisaborriero
Un'improvvisazione narrativa #notav #liberitutti
Passarono i villaggi a rastrello una notte d’inverno riempirono di corpi le patrie gattabuie poi ne presero tre a casaccio che grande idea tre a casaccio tra i meno fotogenici li strascicarono in piazza coi ferri ai polsi e alle caviglie li ostentarono su un palco appesi alla loro insonnia come trofei di pesca la più grande tinca del lago Bajkal il più grande pesce gatto della Baja California e declamarono: Questi sono i capi della protesta ecco che fine fanno i leader del terrore alla legge non si sfugge non sperate di ordire trame
Risposero duemilatrecentododici lampi di fotocamere scodinzolanti quattordicimila furbofoni pregiudizianti eserciti di dita deferenti su piccole tastiere pronte alla bisogna predisposte alla gogna cori di vocette negli auricolari e applausi comprati con soldi pubblici si chiama peculato tra calci e strattoni i birri coprirono di merda i malcapitati non merda metaforica merda calda di maiale merda prelevata il mattino stesso nell’azienda agricola più amica del regime merda nemmeno buona come concime e i birri ridevano forte ah! ah! ah! additando i malcapitati presunti leader del terrore rei fino a prova contraria
Ma la piazza non rispose come sperato tante voci perforarono la coltre sfilacciata del consenso pronto-a-portare ciascuno gridò: Malcapitati lo siamo tutti chi più chi meno e se la notte scorsa la mia casa ha evitato il rastrello è stato per botta di culo lassù potrei esserci io e la merda non spaventa chi ci finirà comunque
La folla dei ciascuno del siamo tutti malcapitati venne avanti spazzò via furbofonanti e fotocamerieri travolse il palco spezzò i ferri confiscò i trofei mai più vanterie di stato sulla più grande carpa d’Occitania o il più grande salmone beccato mentre risaliva la corrente col tritolo nel portabagagli la folla dei ciascuno non fece caso alla merda si mise in spalla i tre calpestò i birri sotto le scarpe rise di cuore matto che ti vuole bene e gridò: Libere tutte liberi tutti non si può sbattere una valle in gattabuia
Non ce l’ho una bella conclusione purtroppo non finisce qui non finisce così non esiste la volta per tutte ma se ogni volta spiegheremo che trofeo di pesca può diventare chiunque forse
dico forse
sarà più difficile
almeno un poco più difficile
coprire di merda su patiboli mediatici
i rei fino a prova contraria
[WM1, scritto di getto il 26 gennaio 2012]
La Forestale anti-sommossa.
Qualcuno per favore gli spiega che in Val di Susa non ci sono gli Ent?
(via @notav_info)
8 dicembre, anniversario della riconquista della piana di Venaus da parte dei cittadini (2005).
Oggi la prefettura, in risposta all’annunciata commemorazione, come già il 23 ottobre, ha di nuovo allargato la “zona rossa” e imposto divieti che sarà molto difficile far rispettare. Ma il movimento No Tav non si limiterà a tentare di ripetere lo splendido 23 ottobre: ci saranno altre iniziative, come quella a Susa, a cui (salvo imprevisti) parteciperò. Ciò mi fa molto piacere, trovo utile che si agisca contemporaneamente in posti e modi diversi, inattesi; che si sfugga agli schemi anche (e aggiungerei soprattutto) quando quegli schemi sembrano funzionare “perfettamente” come la giornata del 23.
Comunicato A.N.P.I. sez. Bussoleno-Foresto-Chianocco
Dopo essere venuta in possesso di un sedicente volantino a firma SI TAV, ritrovato nei pressi de La Maddalena, la sezione A.N.P.I. di Bussoleno-Foresto-Chianocco ha scritto il seguente comunicato di risposta a tali anonimi autori. Vi inviatiamo a leggere prima il volantino Si Tav rinvenuto e la risposta della locale sede A.N.P.I.

![braindead:
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