“Ecco, guardando i programmi televisivi e leggendo gli articoli su Gianni Agnelli a dieci anni dalla sua morte ci è venuto in mente, dal punto di vista mediatico, proprio il buon Ceausescu. Entrambi avevano la stampa ai loro piedi. Certo, sia l’uomo che ha fatto finanziare la Fiat dai cittadini italiani sia quello che ha affamato la Romania erano i padroni del loro paese, ma il rumeno lo era con il terrore e quindi il comportamento dei media era almeno spiegabile. Ma in Italia? Perché tanti applausi, tanta deferenza, tanto servilismo a volte neppure richiesto o apprezzato? Non che a Berlusconi, De Benedetti, Della Valle, Benetton, eccetera, manchino gli adultatori e i cantori, ma per nessuno di loro c’è mai stata l’unanimità giornalistica che è stata riservata ad Agnelli. Con argomentazioni che prescindono dalle poche vittorie (tutte con la Juventus, peraltro, squadra che vinceva prima di lui e che avrebbe vinto anche dopo) e dai tanti disastri imprenditoriali, rimanendo fuori dal privato. No, quello che piaceva di Agnelli era un imprecisato ‘stile’, che nessuno ha mai saputo spiegare (farsi regalare l’Alfa Romeo da Prodi era stile? Andare a sciare in elicottero era stile? Iniziare a lavorare a 45 anni era stile?) ma che chi ha una vita triste forse riesce a individuare in ogni luogo o persona, basta che sembrino lontani e irraggiungibili. Incredibile che a dieci anni dalla scomparsa perfino su Sky Sport si parli di lui come di una divinità. Invitati su invitati nello studio che pare discutano del Dalai Lama. Certo, non siamo così ottusi da volere nelle varie trasmissioni dei giornalisti veri, che dicano quel che sanno o che pensano, però un minimo, dicasi un minimo di dignità, ce lo aspetteremmo. Ti pare di assistere ad una gara a chi la spara più grossa o a chi lo elogia di più. Mi telefonava alle sei del mattino, che bello! A me invece alle 5 e 45, che emozione! La domanda è: perché? Quasi quasi ti viene la voglia di dire loro “Hey, calmini, è spirato dieci anni fa, non leggerà i vostri pezzi e non potrà ascoltare i vostri commenti mielosi, rilassatevi. E anche in vita vi disprezzava”. Certo, la Fiat regala ancora pubblicità a destra e a manca, sappiamo come funziona. Quello che è terrificante è il piacere dei giornalisti di mettersi in ginocchio perfino davanti ad un morto.”—
chapeau. che poi io lo stile di cui tutti parlavano e che nessuno ha mai saputo spiegare non l’ho mai capito.
(antipatie sportive a parte dico)
(via ze-violet)
Senza vergognarsi nemmeno un po'
qui il video
Cosentino ricatta il partito, ma anche noi visto che i seggi e le istituzioni sono nostri, per evitare la galera: il nano ormai le ha provate tutte, la richiesta rigettata di Ghedini è solo l’ultima disperata mossa da guitti. Corona scappa e in troppi applaudono il delinquente sbruffone in fuga mentre altrettanti fanno s’indignano per l’Internazionale e i pugni chiusi che hanno salutato il Br Gallinari.
Vorrei capire dove si nascondono questi ipocriti quando c’è da far casino perché l’Ilva non rispetta sentenze e leggi, anzi piega il Governo ai suoi interessi, per continuare ad ammazzare gente qualsiasi in nome del profitto; quando lo Stato non rispetta le leggi e permette che la camorra inquini un’intera regione, chi ci abita e chi mangia dei suoi prodotti, esportati in tutto il mondo, ammazzando gente comune in numeri incertificabili, sempre perché lo Stato è connivente; quando le industrie e i cantieri inquinano e gli assassini (Eternit, ThyssenKrupp, Fibronit, Caffaro, polo chimico di Marghera, ex polo chimico di Limito Melzo Pioltello) di operai e abitanti non vanno mai in galera; quando i costruttori edificano case su terreni non bonificati o farcendo parchi e massicciate di veleni chimici non trattati (Santa Giulia, Brebemi e chissà quanti altri siti e infrastrutture).
Dove sono tutti questi indignati quando c’è di difendere la vita e la sicurezza contro delinquenti e assassini mossi solo dal profitto?
Tutti bravi ad abbiare contro un morto, che per altro ha pagato per intero il conto, tutti muti contro i laidi criminali per lucro e chi li protegge tutti i giorni.
Mi fate schifo
[…]A questo scopo, il centrosinistra «cercherà un accordo con i sindacati e le imprese: congelare gli adeguamenti di stipendio in cambio di investimenti. Negli ultimi dieci anni gli investimenti nel settore privato sono stati molto scarsi». […]
Come mai, come mai, sempre in … (via superfuji)
da leggere tutto. Notavo che certi termini che considero abitualmente sorpassati devono tornare in uso e non certo per scelte mie. Mi ci sento obbligata dal comportamento medievale della classe politica e imprenditoriale italiana, e non solo italiana. Se sono costretta a pensare alla lotta di classe -per dire una cosa enorme, non la preminente- è perché le condizioni sociali sono da pre rivoluzione proletaria. E non l’ho certo voluto io, ma chi ha sottratto diritti e saperi.
(via ze-violet)(via ze-violet)
E questa nuova grafica per bambini stupidi. I social network dovrebbero seguire le leggi base della selezione naturale. Non sei capace di usarlo? Muori e te ne torni sul Facebook.
Quando si dice che nei social network e nei servizi gratuiti non siamo clienti ma siamo il prodotto in vendita, questo è esattamente quello che si intende. Buon divertimento.
Instagram può vendere le vostre foto senza permesso | Il Disinformatico (via letsdoitadada)
e lui sa che i maya non arrivano.
(via ze-violet)(via ze-violet)
1971. Un uomo fotografato mentre sfoglia una rivista pornografica all’interno della sua automobile.
mhm separati alla nascita
Chiedo scusa per lo sfogo, bisognerebbe sempre partire da una notizia e la notizia questa volta non c’è. Il presidente del Consiglio dei ministri dice bugie in diretta tv, gettando discredito su un’intera categoria di lavoratori. E da qualche parte di sicuro un cane ha morso un uomo. Buonanotte.
Leonardo - Il giorno in cui Mario Monti mi spezzò il cuor
Quando Leonardo si incazza è adorabile.
(via gravitazero)
Non c’è nessun presidente Monti che mi ascolti. Non c’è nessuno che mi voglia veramente far lavorare. È il solito fantoccio, il solito bluff. Nessuno mi ha veramente chiesto di fare due ore in più. Hanno buttato lì sei ore in più a zero euro per farci incazzare un po’, se lo sono prontamente rimangiati e sono andati in tv a lamentarci che c’incazziamo per niente, che siamo corporativi. Noi insegnanti, corporativi.
Ma magari fossimo un po’ corporativi. Quattro sindacati su cinque hanno revocato uno sciopero la sera prima. La sera prima. Siamo la corporazione più ridicola mai vista e davvero non sorprende, non fa notizia, che un politico di razza possa andare in tv a prenderci in giro. Onestamente ce lo meritiamo. C’è ben poco da lamentarsi, a meno che uno non sia sotto sotto un’anima bella che crede nelle favole, le favole dove i professori sono persone oneste che non mentono mai, neanche quando diventano Presidenti dei consigli.
pure i giornalisti, sciopero revocato grazie a lettera di Schifani che annunciava l’inciucio
(via ze-violet)(via ze-violet)
Israely and Palestinian deaths, an infographics.
Questo dovrebbe chiudere ogni discussione.
se non fossimo circondati da ipocriti mentecatti in cattiva fede. Appena ho un minuto copio i dati dell’Economist citati nell’ultim numero di Internazionale.
E sì, lo faccio ANCHE per te falcemacello: prima di bloccarti vorrei vedere fino a che punto riesci a essere inutilmente fastidioso nella tua perseverante ignoranza, che non è una buona scusa per.
Il piddì lombardo si è suicidato.
Ambrosoli ha cambiato idea e ora le primarie non si fanno più. Se si fanno sarà come andare alla festa di compleanno del cocco dei prof mentre il resto del liceo si disfa al toga party di Animal House. E non puoi nemmeno fare quello che “tanto avevo judo” perché comunque a dicembre qualcosa ti toccherà votare.
La scelta è impietosa persino per gente abituata a votare Penati: a parte Ambrosoli, c’è la banda dell’ex ministro dell’Interno Bobo & i Salvini, e l’ex amministratore di condominio Milano Albertini, il mutandato che invidia la Minetti e ha fatto più buchi per parcheggi e danni che dichiarazioni intelligenti.
Il piddì non è riuscito ad approfittare dell’occasione nemmeno stavolta. Mentre il nano si autoelimina elevando la sua marionetta a capocomico, il centrodestra implode in tribunale, il Celeste si affida a Oscar Giannino (sono gagà separati alla nascita) e a Montezemolo per lanciare il nuovo prodotto ciellino, Albertini appunto, l’unico partito già fornito di strutture e organizzazione si squaglia davanti al candidato più gentile e simpatico del creato che però non vuole fare le primarie, non vuole Sel, non vuole l’Idv, forse vuole l’Udc, i cattolici sicuramente li vuole e non si sa a che prezzo. Ambrosoli magari non mena come Naomi, ma in quanto a tirarsela non scherza un cazzo.
Di sicuro il piddì non vuole essere votato MAI PIU’ in Lombardia: Renzi ha fatto il pieno pure a Milano, Gori ha incontrato tutti i portafogli più gonfi, e dai tempi di Masi e Martinazzoli (no che non me li scordo, stronzi) non si ricordavano operazioni così masochistiche a sinistra come la figura da cioccolatai che si prepara con il “caso” Ambrosoli.
Dicono: ma Formigoni ci ha preso in contropiede mandando il Pirellone a casa, non eravamo pronti. NON gli sono bastati 17 anni di opposizione? Magari rinunciare a qualche vacanza avrebbe aiutato. E non parlo di Formigoni, stavolta.
foto via gravitazero:
gogol translate is not amused
Romney sta valutando l’ipotesi di una querela per quel “bellezza”: gli hanno spiegato che il Celeste sarebbe vergine e ha visto le foto delle camicie…
adesso che a tutti stanno sul culo le guardie, che ne dite di muoversi a far mettere NUMERI DI MATRICOLA su caschi e divise, visibili, per tutti?
Non restano che
tre2 alternative:
1. Non guardare più report(eliminata in partenza, è un po’ da mister struzzini)
2. Assumere droghe leggere o blandi farmaci psicotropi prima di report
3. Ospitare un numero ≥ di 4 altri esseri umani durante la visione del programma per sfruttare l’effetto basito-comune-mezzo-gaudio o per lo meno bestemmiare in un numero di voci congruo a dare tono artistico alla cosa stile quartetto cetra
esattamente (voto entrambe)
può darsi che abbia capito male, ma credo che il famoso accordo di Pomigliano, il referendum farsa e tutte le cause per la mancata assunzione dei Fiom stiano a livello chiacchiera. Leggende metropolitane dimenticate. Adesso Marchionne ci dice che avevamo frainteso: che non ha mai detto che il passaggio alla nuova azienda e ai nuovi contratti erano indispensabili per gli investimenti di Fabbrica Italia, il mirabolante piano di rilancio di cui la Fiom chiedeva i conti prima di firmare.
“La riserva dello zingaro non esiste più”. In Sicilia, che sarebbe quel posto in Italia dove il Pd sta in una maggioranza di destra, dove succedono cose incredibili e il presidente del consiglio caccia un presidente di regione indebitato con un’inaudita ingerenza perpetrata per continuare a fare finta di niente.
Cose che a raccontarle, dopo o durante, sembra sempre di parlare di Marte e marziani per come ti guardano. O di cose anche meno conosciute di Marte, visto che sembra doveroso ripetere l’acqua calda pur sapendo che il più pulito lì c’ha la rogna.
E nessuno spegne gli incendi. Povera terra.







